👠Ada Prospero Gobetti Marchesini *
Nacque a Torino il 23 luglio 1902 da Giacomo Prospero, cittadino svizzero, da anni in città , e da Olimpia Biacchi, di una famiglia di Bihac, in Bosnia, trapiantata a Torino a fine Ottocento. Il padre gestiva un negozio di primizie in via XX Settembre 60 ed era fornitore della casa reale. Frequentò il liceo classico Cavour nella vecchia sede di via Piave, poi si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia.
Nel 1918 fu contattata da Piero Gobetti, che viveva nello stesso palazzo dove i genitori gestivano una drogheria, perché questi aveva intenzione di fondare la sua prima rivista, “Energie Nove”, e cercava collaboratori e lettori interessati. Con quella prima lettera del 14 settembre iniziò un legame strettissimo, di sentimenti ma soprattutto di sentire comune. Insieme iniziarono a studiare il russo e tradussero Andrejev e Kuprin; discutevano di filosofia, di critica letteraria, dell’amato leopardi. Lei, amante della musica, si avvicinò sempre di più alla filosofia e alla politica; cercava spazi di autonomia con quel ragazzo dalla fortissima personalità , ne era assorbita, si riconosceva come complementare a lui. Si sposarono l’11 gennaio 1023; collaborò col marito alla rivista da lui fondata, “Rivoluzione Liberale”, dove si esprimevano le menti migliori dell’intellettualità antifascista. Con Piero viaggiò in Italia e all’estero, mantenendo i contatti con amici e collaboratori. Nel giugno del 1925 si laureò con il professor Annibale Pastore con una tesi sul pragmatismo angloamericano.
Nel mese di novembre la rivista fu soppressa dal regime fascista. Il 28 dicembre nacque il figlio Paolo, ma Piero il 3 febbraio 1926, già duramente provato dalle persecuzioni fasciste, decise di emigrare in Francia, poco dopo, il 16 febbraio, Piero Gobetti, giovanissimo, morì e Ada non poté raggiungerlo con il figlio troppo piccolo.
A partire dal 1927 Ada strinse una forte amicizia con Benedetto Croce, conosciuto a Napoli durante il viaggio di nozze. Croce andò a trovarla dopo la morte di Piero, che lo aveva sempre considerato uno dei suoi ispiratori. Questa amicizia durerà e si consoliderà negli anni durante le vacanze a Meana; infatti, dal 1928 al 1937 Ada col piccolo Paolo e la famiglia Croce trascorrerà l’estate a Meana di Susa. Mentre Paolo giocava con le figlie più piccole, Ada e il filosofo, ammirato per il suo sapere e temuto per il suo rigore, facevano lunghe passeggiate discutendo di letteratura e di filosofia. Quando i Croce negli anni successivi cominciarono ad andare in vacanza a Pollone, nel biellese, Ada continuò ad andare a trovarli per trascorrere qualche giorno con loro e con il grande filosofo, che si interessava a lei con affetto paterno. Fu lui a sostenerla e incoraggiarla nella sua attività di traduttrice. Dobbiamo a questo suo lavoro la conoscenza di autori come James Boswell, Dickens, Fielding, Butler, Smollett, O’Neill e Cronin, che contribuirono a sprovincializzare la cultura italiana. Affrontò la traduzione dell’importante opera di James Boswell Vita di Samuel Johnson, in tre volumi, ancora oggi ripubblicata da Garzanti. Sempre Croce le affidò l’importante Storia d’Europa di A.H.L. Fisher e quindi la convinse a pubblicare il saggio Alessandro pope e il razionalismo inglese, edito da Laterza nel 1942.
Così la stessa Ada parlava del rapporto con Benedetto Croce: “Nella quotidiana conversazione con il Senatore trovai un provvidenziale punto d’appoggio. Confesso che più della grandezza del filosofo ammiravo in lui la serietà infaticabile nel lavoro, la coerenza logica e morale, la generosa comprensione, l’umanissima ironia, sotto la sua influenza riuscii in parte a liberare dalle scorie retoriche di una ancor vicina adolescenza, le qualità positive del mio carattere, a intendere e assimilare i valori che Piero mi aveva rivelato e l’esperienza della nostra breve vita comune”.
Nel 1928 vinse il concorso per l’insegnamento dell’inglese; ottenne una cattedra prima a Bra e Savigliano, e solo dopo otto anni a Torino al ginnasio Balbo. Le leggi fasciste vietavano alle donne d’insegnare filosofia nei licei. Ada, inoltre, non voleva adattarsi a insegnare storia negli istituti magistrali, poiché la disciplina avrebbe dovuto assumere, contro la sua disponibilità , i caratteri di storia del regime fascista. Nell’anno scolastico 1943/44 fu comandata presso la scuola tecnico-commenrciale Paolo Boselli di Torino; completava la cattedra con alcune ore all’istituto industriale Principe di Piemonte. Dal mese di ottobre del 1944 a questi istituti si aggiunse il liceo classico Gioberti.
Nel giugno del 1937 aveva sposato Ettore Marchesini, tecnico dell’EIAR, che da quel momento le fu sempre accanto nelle innumerevoli lotte e iniziative che Ada intraprese.
Negli anni del fascismo la sua casa di via Fabro 6 fu al centro di una rete clandestina di intellettuali, tra i quali Nitti e Carlo Rosselli, che porterà alla costituzione del movimento Giustizia e Libertà . Anche il suo primo libro per bambini, Storia del gallo Sebastiano, edito nel 1940 da Garzanti e successivamente ristampato da Einaudi, è una metafora dell’importanza della lotta per la libertà . Con illustrazioni di Ettore Marchesini, uscì con lo pseudonimo di Margotte, forse proposto da Croce. Letto da migliaia di bambini negli anni della guerra, raccontava di una sorta di brutto anatroccolo frutto di un tredicesimo uovo non desiderato, che però il filosofo Callisto, dietro il quale si nasconde lo stesso Croce, consiglia alla mamma, la gallina che lo ha covato, di tenere e di chiamare Sebastiano, un nome estraneo alla tradizione di famiglia.
Nel 1941 partecipò alla fondazione nella clandestinità del Partito d’Azione, mentre il suo appartamento torinese diventava sede d’incontro e rifugio di antifascisti e fuoriusciti rientrati clandestinamente in Italia. In particolare durante i 45 giorni del governo Badoglio, in casa di Ada Gobetti si trovarono Duccio Galimberti, Ernesto Rossi, Elena Croce, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio. In quei giorni febbrili collaborò alla stampa dei giornali torinesi, organizzatrice infaticabile per la riconquista delle libertà democratiche.
Dopo, l’8 settembre del 1943 Ada, con il figlio Paolo, entrò nella Resistenza. Oltre a mantenere i collegamenti tra Torino e le formazioni Giustizia e Libertà operanti in Val di Susa e nei vari centri del Piemonte, collaborava alla costituzione delle collaborazioni femminili partigiane: i Gruppi di Difesa della Donna. Tra le sue imprese va ricordato l’attraversamento invernale con gli sci dei valichi alpini, con l’obbiettivo di entrare in contatto con il comando alleato e i partigiani francesi. Si trattava della missione partigiana che dalla Val di Susa attraverso il Passo dell’Orso, a 2500 metri, occupato dai tedeschi, raggiunse la Francia per il collegamento con i maquis. Con Ada e il marito, Ettore Marchesini, parteciparono con il figlio Paolo, i fratelli Alberto e Bruno Salmoni ed Eraldo e Virgilio Corallo, i gruppi raggiunse Grenoble dove si fermò circa un mese. Come abbiamo già detto, negli anni scolastici 1943/44 e 1944/45 Ada insegnò presso l’istituto professionale commerciale Paolo Boselli di Torino. Presso l’archivio della scuola è conservato il suo fascicolo personale, che recentemente un gruppo di studenti della stessa scuola ha esaminato, confrontando brani tratti dal Diario partigiano e le comunicazioni intercorse tra il Provveditorato di Torino e la Direzione del Boselli a proposito delle numerose richieste di congedo di Ada.
Da I personaggi che hanno fatto grande Torino
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