martedì 2 giugno 2026

2 giugno 1946

Nel 2 giugno 1946 le donne partecipano per la prima volta alle elezioni politiche con il referendum  in cui si era chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica.


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Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.

Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.
E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne.

lunedì 1 giugno 2026

Lidia Menapace

Nata a Novara, resi­dente a Bol­zano dal 1964 dopo il matri­mo­nio con Nene Mena­pace (scom­parso nel 2004), Lidia è stata con noi del «mani­fe­sto» da sem­pre. Ricorda Filippo Maone: «Era­vamo ancora nel Pci, non era uscito il primo numero del men­sile. Ricordo che andai a tro­varla, era la fine del 1968 o l’inizio del 1969, all’Università Cat­to­lica di Milano per rac­con­tarle cosa ave­vamo inten­zione di fare. Lidia si mostrò subito inte­res­sata a col­la­bo­rare con noi. Cosa che fece pun­tual­mente». In quel momento Mena­pace era auto­re­vole espo­nente del mondo cat­to­lico in fer­mento ses­san­tot­tino. Divenne subito espo­nente di spicco del «mani­fe­sto», quando i suoi fon­da­tori furono radiati dal Pci e si ini­ziava a pen­sare al lan­cio di un quo­ti­diano che poi fu nelle edi­cole nell’aprile 1971.
Lidia ini­ziò a coor­di­nare le atti­vità su scuola e uni­ver­sità del nostro movi­mento poli­tico. Il suo con­tri­buto era sti­mo­lante. Espri­meva punti di vista ori­gi­nali sui temi della for­ma­zione. Le radici cul­tu­rali diverse da chi veniva dal Pci o diret­ta­mente dai movi­menti del 1968–1969 erano un arric­chi­mento per il gruppo diri­gente del Manifesto.

sabato 30 maggio 2026

Elisa Agnini

Nel 1896 nasceva a Roma l’Associazione per la Donna, ad opera di alcune giovani signore, tra cui Giacinta Martini, Alina Albani, Virginia Nathan ed Elisa Agnini

Era una delle prime del genere in Italia e raccoglieva le esponenti più vivaci ed attive del nascente movimento femminista romano, la cui storia è stata ultimamente ampliata ed arricchita grazie al ritrovamento delle carte di Elisa Agnini. rimaste sino a poco tempo fa confuse in mezzo ai documenti di suo marito, l’avvocato e deputato socialista Vittorio Lollini. Elisa fu uno degli elementi di spicco dell’associazionismo femminile nei primi vent’anni del secolo e lavorò con impegno e competenza battendosi per la tutela delle donne e per il conseguimento dei fondamentali diritti politici e civili. Del lavoro svolto in vent’anni di attività dell’Associazione parla lei stessa in una lettera del 1919 indirizzata ad una giornalista francese in cui sottolinea che il contenuto del programma è «non seulement feministe mais aussi social» e ne elenca poi i seguenti punti fondamentali «L’educazione popolare, l’inserimento delle donne nelle scuole miste, il divorzio, il suffragio femminile, la ricerca della paternità, la difesa dei minori, la protezione del lavoro delle donne e dei fanciulli, ed altre riforme secondarie che furono materia di una lotta continua contro i pregiudizi e le ingiustizie della società».